Upgrade in Progress: online il trailer della mostra

27 Aprile 2020

Upgrade in Progress, mostra personale dell’artista coreana Geumhyung Jeong, che è rimasta aperta al pubblico nelle sale della Palazzina dei Giardini per soli due giorni prima della chiusura imposta dall’attuale emergenza sanitaria, consiste in una nuova installazione site-specific commissionata da Fondazione Modena Arti Visive.
Jeong si è distinta a livello internazionale nell’ambito delle arti performative per le sue coreografie allo stesso tempo divertenti e inquientanti in cui si esibisce con apparecchi elettronici con sembianze umanoidi. Combinando diversi mezzi espressivi – danza, teatro, film e scultura – l’artista realizza le sue opere con una varietà di dispositivi protesici, strumenti hardware meccanici e tecnologici, cosmetici, manichini medici, eseguendo poi performance dal vivo che “dimostrano” come questi oggetti possano essere utilizzati.

Nata nel 1980 a Seoul, dove vive e lavora, Jeong ha studiato recitazione alla Hoseo University di Asan (Corea del Sud), danza e performance alla Korean National University of Arts e cinema di animazione alla Korean Academy of Film Arts (entrambe a Seoul). Fin dall’inizio della sua carriera, ha dedicato il suo lavoro allo studio del rapporto tra il corpo umano e gli oggetti quotidiani inanimati.

Mettendo in discussione la falsa convinzione secondo cui saremmo in grado di controllare la realtà, le opere di Jeong analizzano il modo in cui si manifestano le inafferrabili e mutevoli sfumature dello sviluppo tecnologico, che modellano la nostra percezione, condizionano le nostre scelte e ci fanno fare esperienza del tempo e dello spazio.

Upgrade in Progress è lo sviluppo di Homemade RC Toy, una serie di sculture meccaniche a controllo remoto realizzate dall’artista nel 2019 per la sua personale alla Kunsthalle Basel, e di Small Upgrade, presentato lo stesso anno alla 5° Ural Industrial Biennial of Contemporary Art (Russia). Per via della loro realizzazione fai-da-te con componenti acquistati online, e avendo Jeong imparato da autodidatta codici meccanici e di programmazione, i suoi “robot” risultano estremamente amatoriali e i movimenti appaiono imprevedibili e sgraziati. Le sculture sono collocate su piani di lavoro modulari che trasformano le sale della Palazzina dei Giardini in un unico palcoscenico, intervallato da una serie di video prodotti per l’occasione che agiscono come tutorial.

In attesa della riapertura della mostra è l’artista coreana ha ideato un trailer per raccontare ai futuri visitatori la realizzazione delle sorprendenti sculture meccaniche esposte in mostra.

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