Svelati i manoscritti greci della Biblioteca Palatina di Parma

22 Dicembre 2020

I 35 manoscritti greci realizzati tra il X e il XVIII secolo, considerati tra i tesori della Biblioteca Palatina di Parma, nel Complesso della Pilotta sono stati pubblicati online e messi a disposizione degli studiosi e degli appassionati di tutto il mondo.

Si tratta dell’intera raccolta di manoscritti greci ospitati dalla biblioteca. 11 di essi provengono dal Fondo Palatino, che nasce come la raccolta dei duchi Borbone Parma, formatasi a Lucca intorno ai libri di Maria Luisa di Borbone e di suo figlio e successore, Carlo Ludovico. Nel tempo vi entrarono a far parte diverse collezioni private: la libreria Buonvisi, riunita dai tre cardinali della famiglia tra XVI e XVIII secolo, in cui figurano anche manoscritti greci, tra i quali merita menzione il Pal. 5, sontuoso tetraevangelo dell’XI sec.; l’archivio di monsignor Ludovico Beccadelli, personaggio di spicco nella storia culturale ed ecclesiastica del XVI secolo.

Altri 24 manoscritti appartengono al Fondo Parmense, dove si trovano grazie all’opera di Paolo Maria Paciaudi (1710-1785), primo bibliotecario della Palatina, che, a partire dal 1761, su incarico di don Filippo di Borbone, costituì la Reale Biblioteca Parmense: accanto ai volumi a stampa, si adoperò anche al reperimento di manoscritti, per i quali redigeva dotte prefazioni che anteponeva ai volumi.

Artefice della raccolta di un fondo ebraico di manoscritti e stampati, che rende unica a tutt’oggi la Biblioteca, fu invece Giovanni Bernardo de Rossi (1742-1831) professore di lingue orientali presso l’Università di Parma dal 1769 al 1821. Tra i tesori di questo fondo vi è il Rotolo in pergamena (Ms. Parm. 1217/2), riunito con altri tre in una custodia, arricchita dallo stemma impresso in oro di Ferdinando di Borbone, oltre all’Etimologico di Simone Grammatico, opera di valore inestimabile.

La pubblicazione è il risultato di un lavoro scientifico e di un progetto culturale che ha richiesto anni di studi specialistici, interventi tecnici e diverse collaborazioni tra la Palatina e l’Università di Parma, partner del progetto. La Chiesi Farmaceutici spa e la Dallara spa hanno infatti garantito i fondi per la digitalizzazione dei preziosi manoscritti, mentre  la ditta Memores di Firenze si è occupata dei passaggi tecnici per la pubblicazione delle immagini dei manoscritti.

La Nuova Pilotta si presenta dunque come una piattaforma di condivisione del sapere, sia per gli utenti e visitatori locali che per quelli che non possono recarsi a Parma di persona.
La pubblicazione è avvenuta in Internet Culturale, portale di accesso al patrimonio delle biblioteche pubbliche e di prestigiose istituzioni culturali italiane, curato dall’Istituto centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU).

L’indirizzo da cui è possibile accedere alla collezione è http://www.internetculturale.it/it/41/collezioni-digitali/29848/: ogni singolo manoscritto può essere visualizzato, sfogliato, ingrandendo le pagine o particolari di pagina. La qualità dell’immagine è tale da consentire il dettaglio fisico delle pergamene o delle carte sulle quali i testi sono stati scritti. L’ingrandimento delle miniature consente di percepire particolari che l’occhio umano non riuscirebbe a rilevare.