Remote Armonie: a gennaio la mostra di Matteo Nasini che fa suonare le stelle

19 Dicembre 2020

Dal 21 gennaio al 30 aprile 2021, CUBO, museo d’impresa del Gruppo Unipol, promuove la quarta edizione di das – dialoghi artistici sperimentali, progetto espositivo e culturale sui temi della contemporaneità, pensato come confronto tra diversi registri dell’arte contemporanea.

Con l’occasione giovedì 21 gennaio alle 18 sarà inaugurata la mostra personale di Matteo Nasini intitolata Remote Armonie  e curata da Matteo Mottin e Ramona Ponzini. L’inaugurazione si terrà su piattaforma streaming CUBO con la presenza dell’artista. Matteo Nasini, che vive e lavora a Roma, in occasione di questo suo primo progetto bolognese trasformerà gli ambienti di Spazio Arte di CUBO con una grande e inedita installazione site-specific. Un display espositivo sarà visibile dalle grandi vetrate dello spazio che si affaccia sui giardini pensili del quartier generale del Gruppo Unipol in Porta Europa. La componente sonora dell’opera sarà fruibile dall’esterno invece con una app sviluppata appositamente.

Matteo Nasini ha sviluppato un  algoritmo in grado di elaborare una dati provenienti dalle mappe stellari, prodotti nelle ultime decadi dall’ESA (European Space Agency), in particolare dal catalogo di GAIA, coordinandoli con una specifica coordinata GPS. A partire da questa coordinata, il software costruisce una linea verticale immaginaria e la proietta fino ai limiti della nostra galassia. Quando un oggetto celeste intercetta questa retta ideale ne varia la lunghezza, come se stesse pizzicando la corda di una chitarra, e il software ne calcola la posizione traducendola in una sequenza di note, rendendo così udibile su scala umana il transito degli astri della nostra galassia.

In questo modo si traduce in suono il movimento delle stelle della Via Lattea. Il progetto espositivo propone una selezione di lavori ottenuti da alcune delle applicazioni e traduzioni in campo artistico dei risultati dell’algoritmo, realizzate attraverso le più recenti tecnologie contemporanee: un arazzo di grosse dimensioni realizzato a mano, una scultura sonora prodotta in parte artigianalmente e in parte con macchinari a controllo numerico, un’opera calligrafica e un gruppo scultoreo in ceramica a stampa 3D.

Da gennaio ad aprile, un calendario di appuntamenti online dispiegherà la quarta edizione di das.04 – dialoghi artistici sperimentali, attraverso gli appuntamenti del Public Program curati da Federica Patti. Il programma di das.04 sosterrà il progetto istituzionale di ART CITY Bologna, compatibilmente con l’emergenza sanitaria. Tutti gli incontri verranno trasmessi in modalità live streaming sulla piattaforma gratuita di CUBO accessibile dal sito www.cubounipol.it e il pubblico potrà porre domande ai relatori esattamente come sempre fatto negli incontri in presenza.

Sono previsti tre appuntamenti tematici  in cui Matteo Nasini entrerà in dialogo con studiosi e collaboratori – e con il pubblico – per approfondire la lettura del proprio percorso a partire dalle opere in mostra, dalla musica e dalla scienza. Il Simposio D’où venons-nous? Que sommes-nous? Où allons-nous?  presenterà infine una serie di incontri, in cui studiosi ed esperti esporranno prospettive e contributi intorno a tematiche quali lo spazio-tempo, le origini dell’universo, l’informatica, l’antropologia e la filosofia,

Sarà infine proposto in quattro puntate podcast il Canto degli Erranti,  un radiodramma fantascientifico a puntate scritto e diretto da Matteo Mottin e Matteo Nasini, che ne cura la sonorizzazione. “In un mondo in cui la tecnologia sembra essersi estinta, ritrovamenti parziali di una presunta macchina in grado di suonare le stelle destano scalpore innescando ricerche e nuovi emblematici interrogativi”. 4 podcast sul sito di CUBO tra gennaio e aprile.