L’opera di Gustav Klimt “Ritratto di signora" è tornata nella galleria Ricci Oddi di Piacenza: al via il "Progetto Klimt"

30 Novembre 2020

L’opera di Gustav Klimt Ritratto di signora, trafugata più di vent’anni fa e ritrovata lo scorso anno, è tornata sabato 28 novembre nella Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza. L’opera è stata collocata in una speciale teca fatta appositamente costruire grazie al contributo di Banca di Piacenza e della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

L’inaugurazione si è tenuta in diretta streaming nel rispetto delle normative anticovid: dopo l’introduzione del presidente della galleria Massimo Ferrari, sono intervenuti con un contributo video il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, l’assessore alla cultura e paesaggio della Regione Emilia-Romagna Mauro Felicori, Peter Weinhäupl della Klimt Foundation di Vienna. Per il Comune di Piacenza erano presenti la sindaca Patrizia Barbieri e l’assessore alla cultura  Jonathan Papamarenghi oltre che le curatrici del Progetto Klimt Elena Pontiggia e Gabriella Belli alla presenza dei membri del Consiglio di Amministrazione della Galleria.

Il dipinto, che Giuseppe Ricci Oddi fondatore dell’omonima Galleria acquistò nel 1925 dal gallerista milanese Luigi Scopinich, è stato casualmente ritrovato il 10 dicembre 2019, da un addetto alla manutenzione del giardino, in un’intercapedine della Pinacoteca, nascosto all’interno di un sacco nero.

Il furto non è l’unico mistero che avvolge l’opera di Klimt: nel 1996 una giovane studentessa del Liceo Artistico Sperimentale “Colombini” di Piacenza, Claudia Maga da Broni, si accorge di una sorprendente somiglianza tra “Ritratto di signora” e un’opera precedente dello stesso Klimt “Ritratto di ragazza”, esposta in un’unica occasione a Dresda nel 1912 e poi ritenuta persa.  La studentessa incuriosita inizia una ricerca personale: sovrappone artigianalmente le due immagini per averne un riscontro immediato. Condivide l’intuizione con l’allora Presidente della Galleria Ferdinando Arisi. Quest’ultimo, a sua volta, informa l’allora direttore del Museo Stefano Fugazza e insieme autorizzano delle analisi radiografiche, da cui emergono indicazioni positive. Successive analisti di esperti conferma che la nota immagine klimtiana nasconde un’opera precedente dell’artista.

Il ritorno dell’opera nella galleria dà l’avvio al progetto Klimt, un programma scientifico biennale in quattro fasi, che vanno dal ritrovamento dell’opera al rapporto tra Klimt e gli artisti presenti in galleria, fino al legame e alle influenze tra il pittore e l’Italia. Il termine del programma è previsto per il 2022, in occasione del 160esimo anniversario della nascita dell’artista, avvenuta il 4 luglio 1862.

La prima fase, avviata, prevede la riesposizione dell’opera, affiancata da alcuni supporti digitali che ne raccontano la storia, dalla realizzazione al suo ritrovamento. Saranno organizzati anche degli incontri sull’opera per illustrare i significati, il contesto e la figura di Gustav Klimt.

La seconda tappa del progetto  mette a confronto Klimt con le opere di alcuni maestri “segreti” presenti in galleria: Ritratto di Barilli di Massimo Campigli, I Pagliai di Carlo Carrà, Vaso di Fiori di Filippo De Pisis, Natura Morta di Piero Marussig, Agro di Rovetta di Arturo Tosi e Natura Morta di Gianfilippo Usellini. Ogni opera sarà affiancata da un gruppo di dipinti dello stesso artista in un allestimento costruito ad hoc.

La terza fase prevede una mostra, realizzata in collaborazione con la Klimt Foundation di Vienna, in coincidenza con il Novantesimo compleanno della Galleria Ricci Oddi, inaugurata l’11 ottobre 1931. La mostra “Simboli e sogni. Klimt e l’Italia del simbolismo” sarà un’occasione per approfondire l’influenza di Klimt in Italia, dopo la sua presenza alla Biennale di Venezia nel 1910, e il clima simbolista diffuso nel Paese in quel periodo.

L’ultima fase del progetto celebra i 160 anni dalla nascita di Klimt. Anche questa sarà realizzata in collaborazione con la Klimt Foundation di Vienna e con un comitato scientifico di esperti. Oltre a riportare l’attenzione su “Ritratto di signora”, la mostra permetterà di comprendere l’artista fondatore della Secessione Viennese e protagonista della pittura della Vienna imperiale agli inizi del Novecento.

Video

KLIMT. Ritratto di Signora - Ritorno in Galleria

Ritorno alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza del "Ritratto di Signora" di Klimt