L'Emilia-Romagna per l'arte contemporanea: Giulia Dall’Olio

19 Aprile 2021

Giulia Dall’Olio è uno degli artisti selezionati tramite un bando regionale lanciato lo scorso autunno dall’Assessorato alla cultura e paesaggio.
La giuria composta dalla vicedirettrice artistica di Arte Fiera, Gloria Bartoli; da Walter Guadagnini, direttore di Camera-Centro Italiano per la Fotografia di Torino e direttore artistico di Fotografia Europea, e da Marco Pierini, direttore della Galleria nazionale dell’Umbria e Direzione Regionale Musei Umbria – ha premiato 36 artisti (o collettivi di artisti) su un totale di 211 candidature valutate. Queste andranno a incrementare la collezione d’arte di proprietà della Regione e saranno disponibili con esposizioni in spazi aperti al pubblico nelle sedi regionali o in altre istituzioni pubbliche.

Giulia Dall’Olio (Bologna, 1983) si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna, città dove attualmente vive e lavora.  L’artista espone in Italia, Germania e Stati Uniti. Vincitrice di numerosi premi, espone nel 2019 come finalista della XX° edizione del PREMIO CAIRO a Palazzo Reale. Tra le principali esposizioni si ricordano: Suspension, Massey Klein Gallery, New York, 2018; Biennale del Disegno di Rimini, 2018; Ad Naturam, Galerie Isabelle Lesmeister di Regensburg, Germania, 2017; Il Terzo Paesaggio, Museo di Palazzo Poggi, Bologna, 2016 e Cave Naturam, MAR, Ravenna, 2015, entrambe a cura di Leonardo Regano.

L’opera selezionata per il  bando si intitola “g 19][189 d“,  è  un carboncino e acrilico su carta incollata su tela realizzato nel 2020. Così l’artista descrive il suo lavoro: “Attraverso un lavoro manuale di cancellazione del fondo steso in maniera piatta, restituisco respiro e vita alla natura che si riappropria dei suoi spazi in maniera totalmente libera e incontrollata. La cancellazione richiama alla mente l’azione compiuta dall’uomo nelle modifiche del paesaggio naturale. Ogni foglia della selva rappresentata sulla carta esce dai limiti della stessa; chi guarda l’opera è naturalmente invitato a compiere il medesimo processo, perdendosi all’interno degli infiniti dettagli naturali. In questo modo nasce un dialogo nuovo tra uomo e natura. Le linee bianche che giocano con questo fogliame rappresentano il mio segno, metafora personale dell’impronta irreversibile lasciata dall’azione antropica.”

 

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Intervista a Giulia Dall'Olio