L’Emilia-Romagna per l’arte contemporanea: Elena Mazzi

21 Giugno 2021

Elena Mazzi è un’artista nata a Reggio Emilia nel 1984. Dopo gli studi di storia dell’arte presso l’Università di Siena, nel 2011 si è laureata in arti visive presso lo IUAV di Venezia. Ha trascorso un periodo di studi all’estero presso la Royal Academy of Art (Konsthogskolan) di Stoccolma.

Nel suo lavoro esplora il rapporto tra l’uomo e l’ambiente in cui vive, il modo in cui l’essere umano interviene per cambiarlo, con un analisi di tipo antropologico. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive, in Italia e all’estero (Londra, Seoul, Istanbul, Durban, New York, Bruxelles e Stoccolma). Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti.

La Regione Emilia-Romagna tramite il bando regionale dello scorso autunno ha acquistato il suo video intitolato Muse. Il progetto nasce da un’idea della Fondazione In Between Art Film di Beatrice Bulgari che ha invitato artisti italiani e stranieri a confrontarsi con il tema della violenza di genere.

Attraverso quest’opera, l’autrice accompagna per mano lo spettatore nell’incubo della violenza di genere attraverso la bellezza straniante delle statue greco-romane conservate nell’Antiquarium della Domus Grimani a Venezia.

Il video inizia con alcune inquadrature di particolari di interni, come se quelle sale fossero ancora vissute, mentre una voce narrante conduce lo spettatore nell’intimità della persona che abitava, o forse ancora abita, quelle stanze solitarie. Non è un caso che la narrazione evochi il mondo del mito, perché si tratta di un contesto violento, fatto di sopraffazione e dominazione. Il filmato è infatti caratterizzato da due aspetti: l’aspetto domestico, e l’assenza di esseri umani.

Le statue raffigurano corpi che ci raccontano storie di relazioni amorose, di violenza, di mito, di saccheggio, di morte e di rinascita: mentre lo sguardo della cinepresa si sofferma sui dettagli di queste sculture, maschili e femminili, integre o mozzate, la voce narrante ci parla di stupri, di rapimenti e di atteggiamenti violenti che non esitano a trasformarsi per poter raggirare le loro prede sessuali, uomini o donne che fossero. Il testo è opera della stessa Mazzi in collaborazione con la scrittrice Enrica Camporesi. Purtroppo, sembra suggerisci l’artista, certe dinamiche comportamentali di violenza si ripetano ancora oggi, sempre uguali.

Video

Intervista a Elena Mazzi