L'Emilia-Romagna per l'arte contemporanea: Davide Trabucco

03 Maggio 2021

Davide Trabucco è uno degli artisti selezionati tramite un bando regionale lanciato lo scorso autunno dall’Assessorato alla cultura e paesaggio.
La giuria composta dalla vicedirettrice artistica di Arte Fiera, Gloria Bartoli; da Walter Guadagnini, direttore di Camera-Centro Italiano per la Fotografia di Torino e direttore artistico di Fotografia Europea, e da Marco Pierini, direttore della Galleria nazionale dell’Umbria e Direzione Regionale Musei Umbria – ha premiato 36 artisti (o collettivi di artisti) su un totale di 211 candidature valutate. Queste andranno a incrementare la collezione d’arte di proprietà della Regione e saranno disponibili con esposizioni in spazi aperti al pubblico nelle sedi regionali o in altre istituzioni pubbliche.
Davide Trabucco è nato a Bologna nel 1987. L’opera selezionata si intitola confórmi (tenda in tessuto nautico antivento, stampa digitale su tessuto, 3,03 x 7,83 m.) ed è stata realizzata nel 2020, anche se il progetto, sviluppato già in diverse modalità installative, nasce nel 2015.

“Ci sono delle serie di opere che sono in grado di imporsi senza alcuno sforzo, in maniera automatica e imprevedibile, per la loro perfezione, chiarezza e semplicità cristallina. E’ una cosa magica e non pianificabile, che capita solo alcune volte nella vita degli artisti. Il progetto confórmi rientra in questa categoria. Davide Trabucco ha iniziato a lavorarci alcuni anni fa, come proprio progetto di ricerca laboratoriale e precario, ottenendo grande risonanza in pochissimo tempo. L’idea si basa semplicemente sulla creazione di una singola immagine – sempre dello stesso formato quadrato – in cui confluiscono due immagini distinte che condividono una struttura formale di un qualche tipo, e che combaciano nel loro punto d’incontro spesso in maniera impressionante. Le immagini hanno le più svariate origini: molte sono opere d’arte, ma altrettante sono le opere di architettura e design, mescolate con il mondo della pubblicità e dell’industria. Davide Trabucco ha una memoria visiva quasi infinita, e il progetto si alimenta della sua continua curiosità e del suo muoversi ininterrottamente nel mondo delle forme come un flâneur, un cercatore d’oro. Ma confórmi non esisterebbe se oltre che di questa grande memoria visiva l’artista non fosse dotato anche di una prodigiosa capacità di sovrapposizione delle immagini (per somiglianza) e di un profondo sguardo critico e interpretativo. La figura di Trabucco rientra in una particolare tradizione di ricerca fatta di artisti che lavorano al confine con architettura e design. Una tradizione fatta non solo di legami con l’architettura costruita ma anche e soprattutto di indagine critica del modo in cui viviamo e delle immagini che accompagnano la nostra vita quotidiana e le nostre abitudini. Possiamo trovare le sue radici nei gruppi di architettura radicale degli anni sessanta e settanta come Superstudio, ma anche in figure di grandi architetti pensatori come Ettore Sottsass o Hans Hollein (basti pensare alla sua serie delle Aircraft Carrier City in Landscape). Potremmo pensare a come questo tipo di lavoro sia la naturale prosecuzione di quelle esperienze del passato nell’epoca degli smartphone e di social network basati soprattutto su fotografie e immagini, spesso rubate e rimasticate prima di essere riproposte online. Ma diventa ancora più interessante pensare a queste opere rispetto alla pratica curatoriale e critica. La singola immagine risultante dal cortocircuito di due immagini già esistenti non può ovviamente essere percepita come una “mostra”, ma della mostra e dell’attività curatoriale e critica possiede molte delle qualità. Spesso gli accostamenti interpretativi di Trabucco sono in grado di far nascere riflessioni inaspettate e far emergere verità e lati nascosti di alcune opere e della poetica di un artista o di un architetto.E in anni come questi, in cui troppo spesso l’arte viene percepita, proposta e interpretata solo per i suoi aspetti contenutistici, linguistici e concettuali, suona fresco, riposante e salvifico un approccio in cui sono rimessi al centro gli aspetti formali delle immagini e delle opere.” (Testo di Antonio Grulli)

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Intervista a Davide Trabucco