L'Emilia-Romagna per l'arte contemporanea: Cristian Chironi

12 Aprile 2021

Cristian Chironi  è uno degli artisti selezionati tramite un bando regionale lanciato lo scorso autunno dall’Assessorato alla cultura e paesaggio. La giuria composta dalla vicedirettrice artistica di Arte Fiera, Gloria Bartoli; da Walter Guadagnini, direttore di Camera-Centro Italiano per la Fotografia di Torino e direttore artistico di Fotografia Europea, e da Marco Pierini, direttore della Galleria nazionale dell’Umbria e Direzione Regionale Musei Umbria – ha premiato 36 artisti (o collettivi di artisti) su un totale di 211 candidature valutate. Queste andranno a incrementare la collezione d’arte di proprietà della Regione e saranno disponibili con esposizioni in spazi aperti al pubblico nelle sedi regionali o in altre istituzioni pubbliche.

Cristian Chironi è nato a Nuoro nel 1974. Vive e lavora a Bologna. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Usa linguaggi diversi creando una sorta di interazione tra loro. Ha lavorato a performance e installazioni site specific, cercando sempre l’interazione con il contesto, sia esso umano (pubblico) e ambientale.
L’opera selezionata  si intitola  Car project V3392 / Fiat 127 Special (Camaleonte) – Esprit Nouveau Pavilion (2020) e unisce fotografia, disegni, architettura e design.  Si compone di una fotografia intagliata a cutter che immortala la Fiat 127 Special chiamata “Camaleonte”davanti al padiglione Esprit Nouveau, disegnato da Le Corbusier, a Bologna.  

La Fiat 127 Special (Camaleonte)è nota per la sua capacità di cambiare colore a seconda dei posti in cui si ferma e seguendo gli accostamenti cromatici tipici delle architetture di Le Corbusier, in cui lartista Cristian Chironi vive e lavora in diversi periodi allinterno del progetto intitolato My house is a Le Corbusier, partito da Bologna nel 2015, con la collaborazione di diverse istituzioni italiane tra cui MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Fondation Le Corbusier di Parigi. Nel collage la policromia dellauto corrisponde alla facciata del padiglione dellEsprit Nouveau ed è stata spruzzata” alla carrozzeria in occasione della performance Bologna Drive, eseguita per il programma di live arts ideato in occasione di Arte Fiera 2019, in cui il pubblico saliva a bordo dellauto in un tour per la città di Bologna.
La Fiat 127 rappresenta ancora oggi un simbolo nel mondo; lo stile della vettura è opera di Pio Manzù (figlio dello scultore Giacomo) e di Rodolfo Bonetto (nipote del pilota Felice) e rappresenta una punta di eccellenza del design italiano. Chironi lassocia, alla ricerca del famoso architetto Le Corbusier: laspetto policromatico richiama le sperimentazioni sul colore e sulle sue possibili combinazioni che vengono di volta in volta date sulla carrozzeria, rinnovandola ad ogni uscita. 
“La scelta della Fiat 127 – dichiara Chironi –  è legata alla storia dell’artista italiano Costantino Nivola, tra i protagonisti sulla scena internazionale del Modernismo di metà Novecento e amico di Le Corbusier. Nei primi anni Ottanta Costantino Nivola, ormai malato, telefona da Long Island (New York) al nipote Daniele, chiedendogli di andare nella sua abitazione in Toscana, per far riportare tutte le sue cose a Orani. Daniele ricorda: Mi ha detto: vai a Dicomano e cerca di prendere quello che c’è. Compresa la macchina! Ci sono due manifesti artistici di un certo valore… Steinberg… Cerano sculture sue, quadri… Maria Lai; Pintori; Fancello… Il Picasso non cera più… Alla fine ho anche lasciato dei bozzetti. Non ci stava tutta la roba nella macchina.” Daniele si imbarca dal porto di Civitavecchia con una Fiat 127 carica di opere darte, facendo rientro in paese con la consapevolezza di avere portato con sé solo una piccola parte di quel patrimonio culturale ed esistenziale. Cosa trasportava quellauto e cosa ha riportato indietro? Un lascito materiale, ma anche lavvio di una staffetta simbolica, un incitamento ad andare’ e sentirsi abitante del mondo.”
Nell’opera limmagine dellauto è inserita incollata allinterno del progetto per un automobile disegnato da Le Corbusier negli anni 30, in cui si evince limportanza “abitativa” che Le Corbusier dà all’abitacolo caratterizzato da un ampia un’ampia cuccetta. La cornice che conserva lopera è parte dellopera stessa ed è realizzata seguendo il disegno di Le Corbusier. 

 

Video

Intervista a Cristian Chironi