L'Emilia-Romagna per l'arte contemporanea: il collettivo Indocile

26 Gennaio 2021

Il collettivo Indocile è stato selezionato tramite un bando regionale lanciato lo scorso autunno dall’Assessorato alla cultura e paesaggio. La giuria composta dalla vicedirettrice artistica di Arte Fiera, Gloria Bartoli; da Walter Guadagnini, direttore di Camera-Centro Italiano per la Fotografia di Torino e direttore artistico di Fotografia Europea, e da Marco Pierini, direttore della Galleria nazionale dell’Umbria e Direzione Regionale Musei Umbria – ha premiato 36 artisti (o collettivi di artisti) su un totale di 211 candidature valutate. Queste andranno a incrementare la collezione d’arte di proprietà della Regione e saranno disponibili con esposizioni in spazi aperti al pubblico nelle sedi regionali o in altre istituzioni pubbliche. Il collettivo è composto da Giacomo Garaffoni, Michele Ambroni e Sofia Rossi, cesenati, e sono stati premiati nella sezione under 40. “Cassandra. Il diritto di parlare” (realizzata nell’ottobre 2020 e composta da cinque quadri) è un lavoro intenso, sulla censura violenta dell’identità femminile attraverso la negazione del diritto fondamentale alla parola parlata. Analizza l’oscura storia delle donne internate in manicomio all’inizio del 900. Rimosse e spezzate attraverso diagnosi deprecabili. Smorfiose, loquaci, pedanti, petulanti, cattive madri, persone sbagliate. Per la prima volta nella storia della medicina le immagini fotografiche della pazienti diventavano la copertina del loro diario clinico, un marchio del corpo e dell’identità.La figura della Cassandra classica rifiuta Apollo, che la maledice sputandole sulle labbra, condannandola a rimanere inascoltata, interdetta. Così vicina alla caduta sociale in cui sprofondano le internate nei luoghi violenti della psichiatria italiana, in un tempo non così distante. Questa serie compatta e austera racchiude la sintesi estrema di un più complesso e strutturato percorso installativo site specific. Composta da un ritratto di donna, recuperato dall’archivio manicomiale emiliano romagnolo, replicato più volte e in seguito bruciato sulla parte inferiore del volto in modo da rendere il soggetto privo della bocca, indispensabile per poter parlare. La rimozione/assenza imposta attraverso la bruciatura totalmente incontrollata e casuale, rende il soggetto un simbolo. Il non poter aver voce diventa in questo caso il non ascoltare, l’abbandonare e il dimenticare. Come se ogni donna minata nel suo meccanismo del dire (inascoltata quanto Cassandra) e internata venisse privata del tratto dell’identità. Il lavoro si completa con l’esibizione dello scritto in 11 tavole di testo scritte dall’autore Giacomo Garaffoni e rappresentato dal vivo nelle singole installazioni fin qui esposte. Ogni tavola, viene “marchiata” da un dente macchiato di sangue, simbolo onirico di una veggenza arcaica, legata a oscuri presagi. Gli stessi denti che all’interno dello scritto, Cassandra si strappa. Maledetta la sua parola, maledetta la sua bocca, maledetto il suo corpo. (La descrizione dell’opera a cura del collettivo)

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Intervista al Collettivo Indocile

Il Collettivo Indocile è composto da Giacomo Garaffoni, Michele Ambroni e Sofia Rossi, cesenati, che hanno realizzato l'opera “Cassandra. Il diritto di parlare”,Il Collettivo Indocile è composto da Giacomo Garaffoni, Michele Ambroni e Sofia Rossi