L’Emilia-Romagna per l’arte contemporanea: Claudia Losi

10 Giugno 2021

Claudia Losi è nata a Piacenza, città dove risiede, ma si è formata a Bologna, dove ha conseguito sia il diploma all’Accademia di belle arti, sia la laurea in Lingue e letterature straniere. Ha svolto residenze artistiche a Venezia, Parigi, Gerusalemme, New York, Singapore, Firenze e tenuto mostre in Italia, Francia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Ecuador, Emirati Arabi, Svizzera.

La ricerca artistica di Claudia Losi è legata all’approfondimento letterario, umanistico dell’opera d’arte, frutto cioè di un lavoro perfezionato su immagine e linguaggio. Risulta difficile individuare nella sua produzione una linea formale precisa anche se c’è sicuramente un oggetto ricorrente anche se torna spesso ed è l’elemento tessile, il ricamo, il cucito. Un altro tratto caratteristico è il recupero di vecchie immagine decontestualizzate. rielaborate e riproposte in nuove situazioni.
due momenti di una ricerca, dedicata agli animali e alla relazione con la animalità

Grazie al bando voluto dalla Regione Emilia-Romagna, il patrimonio artistico regionale si è arricchito di due opere di Claudia Losi, entrambe del 2017, figlie di una ricerca sulla natura e sulla relazione con l’animalità: Windy Grass e Why Look at Animals?

Nella prima opera l’artista fa uso di immagini di erbe selvatiche tratte da una pagina di un libro di divulgazione scientifica degli anni Cinquanta: le illustrazioni fotografiche che raffigurato parti, piante, sono rielaborate all’acquerello e poi cucite. Il filo che lega le varie immagini assume direzioni “anarchiche”, raffigurando cioè il movimento delle piante al passaggio del vento (da qui il titolo dell’opera). Il filo poi esce dal vetro protettivo posto sul quadro e viene messo in tensione, legandolo ad una pietra. In questo modo la spazialità si confonde tra un dentro e un fuori rispetto all’immagine che si osserva.

La seconda opera è una composizione di riproduzioni di incisioni di animali riprese da vecchie edizioni scientifiche  “cucite” anche in questo caso con un filo bianco. Il titolo è una citazione di un saggio dello scrittore e pittore britannico John Berger che si interroga sulle relazioni tra uomo e animali, tra i primi soggetti a essere rappresentati con le pitture murali, la capacità degli animali domestici di parlare direttamente all’anima, la loro progressiva scomparsa dalla nostra vita quotidiana dopo la rivoluzione industriale, la stessa rivoluzione che ha ridotto gli uomini a unità di produzione e consumatori.

Nell’opera di Claudia Bosi uomini e animali sono legati da un unico destino, ma sono i primi a impattare sul destino di secondi in un incontro che diventa sempre più complicato.

Video

Intervista a Claudia Losi