Le porcellane dei Duchi di Parma in mostra dal 13 marzo al 6 giugno 2021 alla Reggia di Colorno

21 Dicembre 2020

Dal 13 marzo al 6 giugno 2021 la Reggia di Colorno ospiterà la grande mostra Le Porcellane dei Duchi di Parma. Capolavori delle grandi manifatture del ‘700 europeo. Il  progetto nasce con la valorizzazione della Reggia di Colorno avviata nel 2015.  Furono infatti in quell’occasione riportati nella sede originaria mobili e suppellettili che erano stati dislocati nelle sedi della Provincia di Parma: il lavoro di archivio fece poi emergere  un lunghissimo elenco di porcellane, tazze, piatti, e 15 statuine di porcellana: oggetti decorativi che nel ‘700 appassionavano i collezionisti.

Da qui l’idea di riportare in Reggia e riunire per la prima volta le preziose porcellane, che Luisa Elisabetta di Francia e il consorte Filippo di Borbone utilizzavano per i ricevimenti ducali. Si tratta di oggetti provenienti dal Palazzo del Quirinale, dal Complesso Monumentale della Pilotta di Parma, dalle Gallerie degli Uffizi, dal Museo della Villa Medicea di Poggio a Caiano, dai Musei Reali di Torino, dalla Fondazione Cariparma, dall’Archivio di Stato di Parma e da collezionisti privati. Furono dispersi insieme ad altri tesori d’arte delle regge parmensi a partire dal 1859, quando il Ducato di Parma e Piacenza venne cancellato per essere inglobato nel nuovo Regno d’Italia. Il patrimonio di una delle più raffinate tra le corti europee passò così a Casa Savoia: gli arredi, transitando da Torino e Firenze, giunsero in buona parte al Quirinale, ad arredare la reggia dei Savoia, poi la residenza dei Presidenti della Repubblica.

Colorno aveva infatti la sua stanza delle porcellane, allestita da Ennemond Alexandre Petitot, autore del rifacimento settecentesco della Reggia. In particolare Luisa Elisabetta detta Babette, figlia del re di Francia Luigi XV, collezionava per se stessa e suo marito questi oggetti di porcellana per arredare la sua nuova residenza, come confermano le numerose lettere in mostra. Si può dire fosse letteralmente ammaliata dal fascino esotico di questo materiale compatto, lucente e leggero, capace di dare vita a oggetti dalle linee raffinate che contribuivano a identificare lo status sociale di chi li possedeva. Nei suoi frequenti viaggi a Versailles non trascurava di acquistarne a spese del padre.

In quegli anni il gusto francese dello stare a tavola era arrivato a Parma: le portate monumentali erano sostituite da tante piccole portate, ciascuna delle quali richiedeva il proprio corredo di piccole e numerose stoviglie. Ad esempio i piccoli contenitori di marron glacees di porcellana decorata e traforata, le tazze con piattino molto largo, usato per raffreddarne il contenuto, le quattro alzate per ostriche, acquistate più per moda e collezione che per l’uso. Notevole il servizio di Capodimonte, regalo di Maria Carolina alla sorella Maria Amalia, detto “servizio dell’oca” per la decorazione della zuppiera. Sarà riallestita anche la sala da pranzo di Maria Luigia, con una tavola dell’epoca perfettamente apparecchiata, con la poltrona della Duchessa e il suo ritratto, prestato dal Complesso Monumentale della Pilotta.

La mostra è curata Antonella Balestrazzi e da Giovanni Godi che con un gruppo di esperti ha individuato i tesori parmensi per riportarli a casa, anche solo per il tempo dell’esposizione.
Le porcellane saranno esposte nel piano nobile della Reggia, seguendo una suddivisione per temi. Sarà un vero e proprio viaggio nella storia del gusto e della ricchezza decorativa che identificava lo status sociale di chi la possedeva. Accanto alle porcellane saranno in mostra i ritratti, lettere e documenti relativi agli acquisti della Duchessa e del Primo Ministro François Guillaume Leon Du Tillot, disegni di mobili e arredi progettati da Ennemond Alexandre Petitot, piante del palazzo ducale di Colorno, libri ed incisioni di feste e nozze dei duchi di Parma, ma anche i ricettari in uso alle cucine del settecento.

La mostra nasce dalla collaborazione tra Provincia di Parma, Gallerie degli Uffizi di Firenze e Antea ed è promossa da Provincia di Parma, Comune di Parma, Comune di Colorno e Complesso Monumentale della Pilotta, Archivio di Stato e Soprintendenza Archeologica belle arti e Paesaggi per Parma e Piacenza.