Le arti al tempo dell'esilio. A Ravenna dal 6 marzo 2021 la mostra sull'arte che influenzò Dante

15 Dicembre 2020

Sarà visitabile dal 6 marzo al 4 luglio 2021, in San Romualdo a Ravenna, la mostra Le Arti al tempo dell’esilio, secondo grande appuntamento del ciclo espositivo Dante. Gli occhi e la mente, a cura di Massimo Medica, promosso dal Comune di Ravenna e dal MAR Museo d’Arte della città di Ravenna, con la collaborazione del Musei degli Uffizi, per effetto di un accordo pluriennale di collaborazione che idealmente sancisce il gemellaggio tra Firenze e Ravenna.

La mostra sarà ospitata dalla Chiesa monastica di San Romualdo, di origine camaldolese, attigua alla Biblioteca Classense, nel cuore di Ravenna. La scelta del curatore della mostra è stata quella di riunire testimonianze emblematiche delle tappe dell’esilio dantesco, proponendo che Dante ammirò e dalle quali fu influenzato nella realizzazione della Commedia.

Ad accogliere i visitatori sarà la scultura in bronzo dorato raffigurante Bonifacio VIII, il papa che condannò Dante all’esilio, prestata dal museo medievale di Bologna. Sarà in mostra a Ravenna anche il calco del ritratto dello stesso Bonifacio realizzato da Arnolfo di Cambio, ora ai Palazzi Vaticani. Firenze è documentata in mostra da opere di Cimabue e di Giotto, datate al periodo di permanenza fiorentina di Dante e che, con ogni probabilità egli ebbe modo di ammirare.
Gli anni dell’esilio di Dante in diverse città tra le quali Roma, Forlì, Arezzo, Verona, Padova, Bologna, Lucca, Pisa e Ravenna furono ricchi di novità nell’arte che la mostra documenta attraverso dipinti, sculture, manoscritti miniati, oreficerie.
I mesi romani sono rievocati dalle effigi di San Pietro e il San Paolo di Jacopo Torriti, all’epoca dantesca nel portico di San Pietro. A Verona Dante fu sotto la la protezione degli Scaligeri prima nel 1303-1304 e poi nel 1313-1318, anni in cui Cangrande della Scala stava promuovendo lo sviluppo artistico, come documentato da tessuti, oreficerie, tavole dipinte e sculture esposte. Intorno al 1304 Dante fu a Padova, mentre Giotto stava ultimando la decorazione della cappella degli Scrovegni, quanto di più innovativo la pittura potesse esprimere all’epoca.

La mostra ha il privilegio di mostrare, per la prima volta, il preziosissimo Offiziolo, ora di proprietà privata, appartenuto al poeta Francesco da Barberino, amico di Dante. L’arte della miniatura affascina Dante anche nella successiva tappa bolognese, tanto da fargli citare, con ammirazione, nell’undicesimo canto del Paradiso, uno dei maestri della scuola bolognese di quest’arte, Franco Bolognese, per altro non meno importante dell’altro celebrato maestro, Oderisi da Gubbio. In questa sezione sarà possibile ammirare la Bibbia Istoriata appartenuta a Carlo V, eccezionalmente concessa dalla Biblioteca del Monastero dell’Escorial.

Dopo i soggiorni nella Marca Trevigiana e poi nella Lunigiana dei Malaspina, Dante si trasferì nel Casentino, poi a Lucca, dove ebbe occasione di ammirare le opere di Nicola Pisano per la cattedrale e ancora a Forlì nel 1310. Dante ebbe occasione di ammirare a Pisa alcuni dei capolavori realizzati da Nicola e da Giovanni Pisano. In mostra, tra gli altri, l’effige della Giustizia, commissionata per la tomba di Margherita di Brabante, moglie dell’Imperatore. Le testimonianze di Nicola e Giovanni Pisano affiancheranno in mostra quelle di Arnolfo di Cambio (Galleria Nazionale dell’Umbria).
Dante giunge a Ravenna intorno al 1319, mentre in città operavano Giovanni e Giuliano da Rimini, chiamato quest’ultimo a decorare la cappella a cornu epistulae della chiesa di San Domenico, seguito anche da Pietro da Rimini. Ai capolavori di questi due artisti la mostra riserva ampio spazio nella sua sezione conclusiva, intervallandoli a testimonianze legate alla cultura figurativa veneziana.

La mostra è patrocinata dal Comitato per le Celebrazioni dantesche e della Società dantesca e realizzata grazie al prezioso contributo della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

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Dante. Gli occhi e la mente