La Collezione Verzocchi cresce e si digitalizza per celebrare il 60° anniversario

30 Aprile 2021

Il Comune di Forlì ha intrapreso una serie di iniziative volte a valorizzare la Collezione Verzocchi, una raccolta d’arte focalizzata sul tema specifico del lavoro. La collezione fu voluta dall’industriale Giuseppe Verzocchi che tra il 1949 e il 1950 chiese ad oltre settanta pittori italiani contemporanei un’opera, di dimensioni prefissate, sul tema del lavoro ed un autoritratto. Aderirono artisti come Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Felice Casorati, Carlo Carrà, Mario Sironi, Emilio Vedova.

La collezione di 72 opere fu poi donata il 1° maggio 1961 alla città di Forli. In occasione del sessantesimo anniversario il Comune di Forlì, grazie al contributo degli eredi di Verzocchi, ha deciso di arricchire la collezione con una nuova donazione ed esporla in anteprima proprio in occasione della festa del lavoro. Se già negli anni scorsi infatti la raccolta si era arricchita di materiali e documenti provenienti dall’archivio privato di Verzocchi, un importante e nuovo lascito di bozzetti, tavole, disegni, locandine, cartelloni, è avvenuto alla fine del 2020.

Non solo: la collezione sarà digitalizzata in partneship con il collettivo artistico Città di Ebla. Periodicamente, infatti, sul sito internet www.collezioneverzocchi.com,  accanto alle foto delle opere saranno pubblicati video di alcuni minuti in cui artisti visivi, attori, registi, intellettuali, protagonisti della cultura italiana ed esperti di varie discipline, si cimenteranno nella narrazione di un dipinto della collezione scelto in base alle loro sensibilità e interessi. In questo modo una grande collezione della pittura italiana del secondo dopoguerra si arricchirà delle voci e delle riflessioni di autori contemporanei.

I primi video riguarderanno l’azione performativa di Cesare Pietroiusti e i commenti alle pitture di Mario Mafai, Giulio Turcato, Massimo Campigli e Afro di Claudio Verna, Gregorio Botta, Cecilia Canziani e Claudio Zambianchi.

Non si tratterà solo di commentare le opere, perché alcuni artisti visivi saranno chiamati a contribuire con interventi online che in qualche modo diano forma e vita a immagini che raccontano il mondo del lavoro contemporaneo. Inoltre in un secondo momento i commenti audio potranno accompagnare i visitatori durante le visite alle sale che ospitano la collezione.

Oltre al valore artistico, le opere della Collezione Verzocchi sono un notevole documento storico, perché descrivono un’Italia che non c’è più, fatta di mietitori, braccianti e zappatori che lavorano nei campi, caratterizzata da sviluppo industriale nascente guidato da costruttori, muratori, architetti. Le donne sono quasi sempre sarte, mondine, lavoratrici dei campi, il paese sta lasciando un paesaggio profondamente rurale ma già in corso di urbanizzazione per costruire il suo volto moderno.