Il Polittico Griffoni torna a casa

22 Maggio 2020

Un viaggio di ritorno travagliato, ma finalmente il capolavoro ritrovato è pronto a rivelarsi. Da lunedì 18 maggio Palazzo Fava presenta al pubblico la mostra dedicata a uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano: il Polittico Griffoni di Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti.
Un lavoro di oltre due anni, un evento straordinario di respiro mondiale che per la prima volta riunisce a Bologna, dopo 300 anni, le 16 tavole originali del Polittico Griffoni grazie agli straordinari prestiti di tutti i Musei proprietari: National Gallery di Londra, Pinacoteca di Brera di Milano, Louvre di Parigi,  National Gallery of Art di Washington, Collezione Cagnola di Gazzada (Va), Musei Vaticani, Pinacoteca Nazionale di Ferrara, Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, Collezione Vittorio Cini di Venezia.

La mostra è costituita da due sezioni: “Il Polittico Griffoni rinasce a Bologna” focalizzata sulla pala d’altare e curata da Mauro Natale in collaborazione con Cecilia Cavalca, con il sostegno della Basilica di San Petronio, nella quale è possibile vedere da vicino le singole tavole originali del Polittico. L’altra “La Materialità dell’Aura. Nuove Tecnologie per la Tutela“, sull’operato di Factum Foundation e l’importanza delle nuove tecnologie nella tutela e nella condivisione del patrimonio culturale, curata da Adam Lowe, Guendalina Damone e il team della Fondazione.

Al Piano Nobile di Palazzo Fava sono esposte le tavole del Polittico Griffoni, la pala d’altare dedicata a San Vincenzo Ferrer che commissionata intorno al 1470-1472 da Floriano Griffoni al ferrarese Francesco del Cossa, già attivo in quegli anni nel capoluogo emiliano, per la sua cappella nella Basilica di San Petronio a Bologna. Il Polittico segnò l’inizio della sua collaborazione con il più giovane Ercole de’ Roberti, uno dei più formidabili sodalizi artistici del secondo Quattrocento italiano. Assieme ai due artisti lavorò l’intagliatore Agostino de Marchi da Crema che realizzò la cornice, oggi purtroppo andata perduta. L’opera venne smembrata nel 1725 dal nuovo proprietario della cappella, Monsignore Pompeo Aldrovandi, e le parti figurate entrarono nel giro del mercato antiquario e del collezionismo, prima di giungere nei 9 Musei internazionali che oggi sono i proprietari.

Al secondo piano i visitatori possono vedere il lavoro di Factum Foundation che dal 2012 attraverso la registrazione ad alta risoluzione e le nuove tecnologie digitali di visualizzazione, ha rimaterializzato le più importanti opere d’arte del passato, tra cui il Polittico Griffoni. Un’occasione per il pubblico di capire e approfondire da vicino il lavoro di tutela e condivisione del patrimonio dalla rimaterializzazione dell’opera in mostra fino alla ricostruzione di opere e documenti andati perduti.
E’ possibile anche ammirare per la prima volta la scannerizzazione digitale del celebre Compianto sul Cristo Morto di Niccolò dell’Arca, conservato presso la chiesa di Santa Maria della Vita, esemplare unico di statuaria in terracotta rinascimentale.

Gli orari e le modalità di accesso in sicurezza alla mostra sono disponibili sul sito:
https://genusbononiae.it/mostre/la-riscoperta-di-un-capolavoro/