"IL GIUDIZIO UNIVERSALE" TORNA AL PALAZZO DELL'ARENGO DI RIMINI

28 Luglio 2020

Dopo un “esilio” durato 29 anni, il capolavoro trecentesco attribuito a Giovanni da Rimini torna al Palazzo dell’Arengo che si affaccia su piazza Cavour, nel capoluogo romagnolo. Il “Giudizio Universale” e’ collocato nel grande spazio centrale del Part, “Palazzi dell’Arte”, il nuovo museo di arte moderna e contemporanea collocato nei due palazzi del Podestà e dell’Arengo, nato dalla collaborazione tra Comune di Rimini e Fondazione San Patrignano, che aprirà a breve.
Il “Giudizio”, di proprietà della Diocesi di Rimini, risale ai primi decenni del XIV secolo ed è attribuito appunto a Giovanni da Rimini, uno dei pittori della scuola locale espressione della vitalità culturale cittadina ispirata dalla famiglia dei Malatesta. Il timpano del Giudizio universale, con l’accordo firmato tra amministrazione e Diocesi è quindi collocato per 18 mesi nella sala dell’Arengo.

“E’ l’avvio del grande progetto di valorizzazione del Trecento  e, più in generale, un altro tassello strategico del polo culturale nazionale che sta nascendo in questo quadrante di città -spiega il sindaco Andrea Gnassi- , recuperando alle loro originarie funzioni e splendore anche due palazzi come Arengo e Podestà, in precedenza scarsamente utilizzati”.
Part è  il nuovo Museo di arte moderna e contemporanea, ricavato all’interno dei più antichi edifici medievali del centro, il duecentesco Palazzo dell’Arengo e il trecentesco Palazzo del Podestà, nell’ambito di un progetto condiviso con la Fondazione San Patrignano. La centralità e l’importanza del luogo destinato ad accogliere il nuovo museo, insieme al valore artistico delle opere che vi saranno esposte, ha suggerito, durante la progettazione, l’idea di mettere in dialogo il contemporaneo con l’antico, imprescindibile terreno di studio e di ispirazione creativa, spiega il Comune. Di qui la scelta di riservare il posto d’onore all’interno dell’esposizione all’affresco del Giudizio Universale realizzata dai pittori della Scuola riminese del Trecento sotto la guida del suo più importante esponente: Giovanni da Rimini.