A Bologna nasce il Nuovo Forno del Pane

06 Maggio 2020

Il 5 maggio 2007 inaugurava il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, negli spazi dell’ex Forno del Pane dopo la riqualificazione architettonica realizzata su progetto di Aldo Rossi. Dopo 13 anni  il suo nome perde la preposizione “ex” e recupera il senso profondo della destinazione d’uso originaria: la sua costruzione viene infatti intrapresa nel 1915 dal Sindaco di Bologna Francesco Zanardi con la funzione di panificio comunale per far fronte alle difficoltà di approvvigionamento durante la prima guerra mondiale. Nutrimento per la sussistenza ma anche promozione dell’istruzione e dell’accesso alla cultura per le fasce più deboli, nell’ambito di un’azione di governo riformista che si sviluppa al motto di “Pane e alfabeto”. Tali spunti rivivranno in un centro di produzione interdisciplinare che trasformerà gli spazi e la funzione della Sala delle Ciminiere del MAMbo: non più spazio espositivo ma spazio di produzione, comunità creativa in cui l’arte diventa pane per la mente e il museo si trasforma in forno, incubatore della creatività, spazio che Bologna offre ai suoi artisti per ripartire, per rinascere dopo questa emergenza planetaria.
Con Nuovo Forno del Pane il Comune di Bologna, l’Istituzione Bologna Musei e il MAMbo si mobilitano assumendo un ruolo di maggiore responsabilità sociale a sostegno di categorie particolarmente colpite dalla crisi legata alla pandemia: artisti, fotografi, designer, registi e creativi in genere, che nel museo hanno sempre visto un punto di riferimento con il quale confrontarsi nell’ambito delle loro pratiche, vi troveranno uno spazio di lavoro formando una vera e propria comunità creativa.
La programmazione espositiva sarà parzialmente e temporaneamente interrotta per dare un luogo di lavoro agli artisti del territorio che ne abbiano bisogno per ripartire. Nel mese di maggio 2020 l’Istituzione Bologna Musei lancerà una open call rivolta ad artisti residenti o domiciliati a Bologna, al momento privi di uno spazio/laboratorio in cui portare avanti i propri progetti.
Il numero dei creativi selezionati dallo staff interno del museo sarà commisurato alle indicazioni sull’organizzazione degli spazi di lavoro stabiliti dalle autorità governative e locali per la gestione della “Fase 2” dell’emergenza Coronavirus. Dalla selezione scaturirà una graduatoria per l’assegnazione degli spazi e di un incentivo per l’avvio della produzione di nuove opere.

La comunicazione del progetto Nuovo Forno del Pane sarà anch’essa improntata a un diverso paradigma rispetto al passato, assumendo come target non più e non solo il visitatore abituale o potenziale ma una nuova figura di conoscitore che esperisce personalmente il museo.
L’artista Aldo Giannotti, che da giugno avrebbe dovuto essere protagonista della mostra Safe and Sound dopo la conclusione di AGAINandAGAINandAGAINand nella Sala delle Ciminiere, sta a sua volta ripensando la propria collaborazione con il MAMbo e ha sviluppato un logo che rappresenterà visivamente la nuova vocazione produttiva del museo enfatizzandone gli elementi formali e architettonici che più rimandano alla sua identità storica.

Ulteriori informazioni sul sito web del MAMbo