Amedeo Modigliani. Opere dal Musée de Grenoble

16 Aprile 2021

Il 18 marzo 1990 fu pubblicata sul “Tirreno” una rarissima intervista alla modella, amica e confidente del pittore bello e maledetto per eccellenza,  Amedeo Modigliani. Era stata raccolta nell’estate del 1985, quando Lunia Czechowska, allora novantasettenne, restava forse l’ultima superstite della Belle Epoque parigina. Il privilegio dell’intervista fu offerto a Aldo Santini, che stava preparando una biografia su Modigliani ed era livornese. E questo per Lunia fece la differenza. Parlarono a lungo dell’amicizia tra lei e il pittore, conosciuto nel giugno del 1916 al mitico Café la Rotonde di Parigi. Modì volle subito disegnare il suo volto e da quel giorno diventò per un periodo la sua musa e confidente. Lunia racconta anche del primo dipinto che la ritraeva, dal titolo “La femme au col blanc”, del 1917, svelandone un piccolo segreto. La tela a olio, ancora freschissima, cadde sul pavimento dove erano i resti di un fiammifero bruciacchiato. Che si attaccò al quadro, inglobato nella densità della pittura a olio. Una curiosità che può constatare chiunque visiti la mostra aperta (in realtà in attesa che la situazione pandemica lo permetta) fino al 18 luglio 2021 alla Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo, presso Parma. Dal Musée de Grenoble (il primo museo in Francia ad accogliere opere di Modigliani) provengono infatti la Femme au col blanc e altri cinque ritratti a matita di personaggi della capitale francese degli anni Dieci. Il ritratto di Lunia e i disegni sono messi a confronto con alcuni importanti esempi della pittura senese trecentesca e quattrocentesca presenti nella collezione d’arte della Fondazione. L’accostamento non è casuale. Modigliani dichiarava una vera e propria fascinazione per quella tradizione pittorica, e le influenze stilistiche (gli ovali dei volti, le mani lunghe e affusolate…) sono evidenti. Così come incontrarono pienamente il gusto estetico di Modigliani le maschere africane, in particolare quelle dell’etnia Gouro, che circolavano a Parigi in quegli anni e che possiamo ammirare in mostra, provenienti da una collezione privata. C’è anche un quadro di Cézanne, Portrait de madame Cézanne, del 1890, che arriva da Philadelphia. Cézanne fu per Modigliani un maestro e una fonte di ispirazione. Basti osservare  il volto ovale e la posa delle mani in questo ritratto, in perfetto stile Modì.
Una piccola mostra, a cura di Stefano Roffi, pensata per riflettere su uno dei protagonisti principali dell’arte del XX secolo e accompagnata da un bel catalogo (Silvana Editoriale), che riproduce anche l’intera intervista di Lunia comparsa sul “Tirreno”. Osservando il collo lungo del suo dipinto non si può non pensare al Parmigianino, che a pochi chilometri dalla sede di mostra, a Parma, dipinse la sua Madonna col collo lungo, quasi quattro secoli prima.