All Stars. L’impensato come linguaggio umano

20 Aprile 2021

Undici opere di grafica e fotografiche per dieci grandi maestri internazionali sono presenti nella nuova collettiva di mtn | museo temporaneo navile di Bologna, dal titolo “ALL STARS. L’impensato come linguaggio umano” che apre martedì 4 maggio (fino al 4 giugno): un’occasione per riflettere sul ruolo dell’arte e sulla sua funzione nella nostra società. Gli artisti presenti sono Joseph Beuys, Alexander Calder, Gino De Dominicis, Emilio Isgrò, Urs Lüthi, Jannis Kounellis, Joseph Kosuth, Hermann Nitsch, Luigi Ontani, Claudio Parmiggiani.

Il progetto espositivo nasce nel tentativo di elaborare un quesito che nell’ultimo periodo, connotato da una profonda crisi globale, molti si sono posti: a cosa serve l’arte, qual è la sua reale utilità all’interno delle complesse sfaccettature di una società civile?
Quello che oggi emerge come risposta racconta di una visione della prassi artistica nel suo complesso del tutto trascurabile, legata per lo più all’intrattenimento o a un surplus lontanissimo dai reali bisogni essenziali di una comunità. Una pratica dunque in alcun modo organica alla costruzione di una società equilibrata, plurale e democraticamente sana.
Ma è davvero così? Questa concezione dell’arte in cosa è difettiva, se lo è? 
Il tentativo di una risposta, secondo il curatore Marcello Tedesco, è nelle opere di alcuni dei più significativi maestri dell’arte moderna e contemporanea occidentale presenti in questa collettiva. Ciò che li accomuna è l’assunzione consapevole e volontaria di una postura di discontinuità rispetto alla propria epoca e a quanto in essa era dato per certo. Una tensione costante e progressiva volta a elaborare responsabilmente nuovi territori di pensiero fino a prima inesplorati o sconosciuti. La prassi creativa per loro assumeva un significativo compito “politico” ovvero trasformare il risentimento, che andava ciclicamente formandosi come forza distruttiva dell’equilibrio sociale, in capacità di evolvere il pensiero e l’azione: oggi questo lo chiameremmo welfare. Il mondo così si rinnovava in un ciclo vitale formato, non per fatalità, per natura o per legge, ma dalla volontà di esseri consapevoli che pensando in modo radicalmente nuovo, essi ricreavano il mondo stesso e le sue strutture. 
Il progetto fa parte del programma istituzionale di ArtCity Bologna 2021 nell’ambito di Bologna Estate.

Orari: martedì, giovedì, venerdì dalle 15 alle 19 solo su appuntamento.
La mostra è sempre visibile dall’esterno del museo