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VERDI RE LEAR 2015

Lenz esplora lo iato tra il desiderio e il compimento che non avviene (e che per statuto non deve avvenire), muovendosi tra i sospiri, nell’accadimento dell’esperienza prima che si esponga al giudizio e muoia […] Mentre il disegno sonoro di Scanner ci chiarisce che siamo dentro un sogno/incubo, i relitti delle opere verdiane ci costringono a esperire lo stesso vuoto desiderante di una composizione abortita. E davvero non si riesce a immaginare una forma più precisa per evocare l’impossibilità, il deserto sconfinato della vita in cui abitano Lear, Verdi, Lenz e noi.

di Francesco Pititto e Maria Federica Maestri – musica di Robin Rimbaud aka Scannerr – creazione performativa site-specific realizzata da Lenz Fondazione su commissione del Festival Verdi negli spazi di Lenz Teatro di Parma

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